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Al: prompt per migliorare il tuo modo di utilizzarla AI: prompt per migliorare il tuo modo di utilizzarlo

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Giuseppe Stillitano
Giuseppe Stillitano Co-founder

04.11.2024

Quel fastidioso momento in cui tu e l’AI, proprio non vi capite

Vi è mai capitato, utilizzando Chat GPT, di innervosirvi di fronte a output lontani da quello che vi eravate immaginati? Oppure di provare a cambiare compulsivamente la richiesta su Midjourney di fronte a immagini “troppo poco realistiche”? Siamo sicuri di sì.
Questi scenari comuni evidenziano una sfida centrale nell’interazione con l’Intelligenza Artificiale: l’importanza di formulare prompt efficaci.

Un prompt è l’input testuale che forniamo all’AI per ottenere una risposta.

I prompt sono quindi istruzioni o domande che guidano l’AI a produrre risposte specifiche, sono fondamentali per guidare l’AI verso l’output desiderato e se ben formulati possono fare la differenza tra una risposta utile e una vaga o irrilevante.
Spesso, infatti, il problema non risiede tanto nella tecnologia stessa, quanto nella nostra capacità di comunicare chiaramente ciò che desideriamo ottenere. Nel mondo dell’AI, migliorare la qualità delle richieste può rendere l’esperienza più fluida e trasformare l’AI in uno strumento ancora più potente e utile.

AI: un alleato quasi perfetto

L’AI, pur essendo un partner potente, non è infallibile. Le risposte che fornisce sono strettamente legate alla qualità dei prompt che riceve e ai dati con cui è stata addestrata. Per quanto avanzata, l’AI non può leggere tra le righe o interpretare sfumature che per noi umani sono evidenti. Riconoscere questa realtà vi permetterà di gestire meglio le vostre aspettative e di ottimizzare l’uso di questa tecnologia.

Come comunicare con l’AI

Si tratta di un tool che presenta innumerevoli sfaccettature e modalità di interazione. Tuttavia, ci sono delle linee guida generali che se seguite, possono aumentarne l’efficacia.

Essere specifici e chiari

La precisione è la chiave per ottenere risposte utili dall’AI. Un prompt vago può portare a risposte altrettanto vaghe. Ecco alcuni consigli per migliorare la specificità:

Dettagliare il contesto a priori: fornisci all’AI il contesto necessario per comprendere meglio la tua richiesta. Ad esempio, se stai cercando idee per una campagna di marketing, specifica il settore e il pubblico di riferimento.
Esempio: “Lavori in qualità di creative strategist. Genera idee creative per una campagna di marketing per una startup tecnologica rivolta a giovani professionisti tra i 25 e i 35 anni.
Utilizzare parole chiave rilevanti e significative: le parole chiave aiutano l’AI a focalizzarsi sugli aspetti più importanti della tua richiesta.
Esempio: “Suggerisci strategie di content marketing per aumentare l’engagement sui socia/ media per un’azienda di moda sostenibile.

Fornire una lista di domande con quello di cui necessita per affinare la risposta

Interagire con l’AI come ChatGPT non si limita a lanciare una richiesta: per ottenere risposte veramente utili e puntuali, è essenziale fare domande al tool per capire di quali dettagli specifici ha bisogno per elaborare una risposta adeguata. Ad esempio, se chiediamo a ChatGPT di aiutarci a delineare una strategia social per un brand, il sistema potrebbe aver bisogno di maggiori dettagli in merito al budget a disposizione, gli obiettivi da perseguire, gli insight della target audience ecc.

Fornire esempi concreti

Gli esempi possono guidare l’AI verso il tipo di risposta desiderata. Mostrare esempi di output attesi può chiarire ulteriormente le tue aspettative.

Esempi positivi: indica esempi di risposte che consideri eccellenti. Esempio: “Crea una descrizione di prodotto simile a questa: ‘Questa elegante giacca invernale è realizzata con materiali riciclati al 100%, garantendo calore e stile sostenibile per la stagione fredda.'”
Esempi negativi: talvolta, può essere utile mostrare anche cosa non vuoi ottenere.
Esempio: “Non fornire descrizioni come: ‘Giacca invernale buona per l’inverno.'”

Iterare e migliorare

Come dicevamo, non esiste un solo modo per comunicare con l’AI. creazione di prompt efficaci è un processo iterativo. Non aver paura di sperimentare e modificare i tuoi prompt per ottenere risultati migliori.

Testare diverse formulazioni: Prova diverse versioni del tuo prompt per vedere quale produce i migliori risultati. Esempio: “Scrivi un post di blog sulla sostenibilità ambientale nel settore della moda.” vs. “Quali sono le pratiche di sostenibilità ambientale più innovative nel settore della moda? Scrivi un articolo di blog su questo tema.
Rifinire i Prompt: Utilizza le risposte ricevute per affinare ulteriormente i tuoi prompt. Se una risposta non è soddisfacente, identifica cosa manca e correggi di conseguenza.

Utilizzare tecniche di prompt avanzate

Man mano che acquisisci esperienza, puoi sperimentare tecniche di prompt più avanzate per migliorare ulteriormente l’output dell’AI.

• Prompt multipli: utilizza una serie di prompt per esplorare diverse angolazioni dello stesso argomento.
Esempio: “Quali sono i benefici della sostenibilità nella moda?” e “Come la sostenibilità sta cambiando le aspettative dei consumatori nella moda?
• Prompt condizionali: crea prompt che includano condizioni per guidare l’AI verso risposte più specifiche. Esempio: “Se una startup di moda vuole implementare pratiche sostenibili, quali sono i primi tre passi da intraprendere?

Monitorare e valutare le risposte

Non basta solo creare prompt efficaci; è altrettanto importante monitorare e valutare le risposte dell’AI per garantire che siano utili e rilevanti.

• Feedback e correzione: fornisci feedback continuo all’AI e correggi le risposte se necessario. Questo processo aiuta a migliorare l’accuratezza nel tempo.
• Analisi delle prestazioni: valuta le risposte in base a criteri come accuratezza, rilevanza e utilità.

La domanda che più preoccupa i professionisti del mondo della comunicazione: l’AI ci ruberà il lavoro?

Proviamo a rispondere a questa domanda difficilissima raccontandovi il nostro punto di vista.
Partiamo da un dato di fatto: si tratta di una preoccupazione legittima, e scegliere di rifiutare totalmente questa tecnologia potrebbe rivelarsi un errore, soprattutto per professionisti del nostro settore. L’Intelligenza Artificiale sta evolvendo senza sosta, dimostrando capacità sempre più sorprendenti. Ad oggi, restare aggiornati su tutte le novità in fatto di Al è un vero e proprio impegno full-time. Tuttavia, nonostante la sua evoluzione, crediamo che l’AI rappresenti più un alleato che una minaccia. Uno strumento potentissimo, capace di ottimizzare processi, analizzare dati in modo rapido e generare idee di base e spunti interessanti.
Ma nonostante questo, da sola, l’AI non può fare tutto. La mente umana, con la sua capacità di pensiero critico, intuizione e creatività, rimane imprescindibile.


L’AI può suggerire soluzioni e accelerare il lavoro, ma l’intervento umano è ciò che trasforma un’idea da semplice concetto a qualcosa di veramente straordinario. È la creatività, l’empatia e la comprensione del contesto che rendono unico il lavoro di un professionista della comunicazione, qualità che ad oggi l’AI non può replicare. Per questo motivo, invece di temere l’AI, preferiamo imparare a usarla al meglio, integrandola nei nostri processi per potenziarci, non per sostituirci.

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