Tra logica e creatività: il naming strategico
Un nome può evocare emozioni, suscitare curiosità o riflettere chiaramente l’essenza di ciò che il brand rappresenta. In questo contesto, il nome funge da primo contatto con il cliente, la sua porta d’ingresso verso ciò che il brand ha da offrire. Ma trovare il nome giusto per un brand non è solo una questione di creatività.
Proveremo a fornirvi consigli pratici che potrete attuare in prima persona, ma ci teniamo prima di tutto a trasmettervi un concetto fondamentale: il naming di un brand è molto più di una serie di regole da seguire. È un processo creativo e strategico che richiede una profonda comprensione del marchio, del suo pubblico e del contesto in cui opera. Quindi, più che un insieme di istruzioni rigide, vogliamo condividere un approccio basato sulla creatività, sull’ispirazione e sulla ricerca dell’autenticità.
Prima di addentrarci nel processo di naming strategico, scopriamo insieme cosa è importante considerare quando stai per scegliere il nome per il tuo brand
In base a quanto abbiamo detto, non ti sorprenderà quindi sapere che prima di scegliere un nome, è cruciale avere una chiara comprensione di ciò che il brand rappresenta.
Qual è la vostra mission? Chi sono i vostri clienti ideali? Quali valori ed emozioni volete trasmettere?
Queste alcune tra le domande di partenza che aiutano a delineare l’identità del brand e a guidare la scelta del nome. Una volta definita l’identità, non bisogna limitarsi a pensare a parole chiave direttamente collegate al proprio prodotto o servizio; bisogna anche considerare nomi che evocano emozioni o che creano immagini mentali vivide.
Le diverse tipologie di naming
Ci sono diverse tipologie di nomi da esplorare:
Descrittivi: nominano direttamente il prodotto, il servizio o la categoria a cui appartengono. Un esempio? General Motors, Whole Food Markets, Banca Nazionale del Lavoro (BNL).
Evocativi: usano metafore per suggerire la natura o i valori del brand come ad esempio Amazon, Nike.
Inventati: parole uniche e di fantasia che suonano bene e sono memorabili, come l’inconfondibile Kodak
Acronimi: utilizzano le lettere iniziali di una frase più lunga per formare il nome. Ad esempio, IBM, che sta per International Business Machines, oppure ENI – Acronimo di “Ente Nazionale Idrocarburi”.
Neologismi: parole esistenti modificate o combinate per creare un nuovo significato o una nuova impressione, come ad esempio Netflix, Google o Pinterest.
Personali: nome e/o cognome del fondatore o della famiglia, come McDonald o Versace.
Caratteristiche principali
Tutti i nomi di successo hanno alcune caratteristiche in comune, che insieme li aiutano a fare la differenza
Memorabilità: sono facili da ricordare. Posseggono una qualità distintiva che li rende memorabili per il pubblico, facilitando il riconoscimento e la memorizzazione del brand nel tempo.
Rilevanza: i nomi dovrebbero essere rilevanti rispetto al prodotto, al servizio o all’esperienza offerta dal brand. Anche se non sono necessariamente descrittivi, devono avere una connessione intuitiva con ciò che il brand rappresenta o offre.
Originalità: sono distintivi e originali. Evitano di confondersi con altri brand e si distinguono per la loro unicità e originalità nel mercato.
Pronunciabilità: devono essere facili da pronunciare. Un nome difficoltoso o complesso può creare barriere nella comunicazione e nella diffusione del brand, quindi è importante che sia accessibile a tutti.
Flessibilità: sono in grado di adattarsi a diverse situazioni e contesti senza perdere il loro significato o la loro riconoscibilità. Possono essere facilmente estesi a nuovi prodotti, servizi o mercati senza perdere la coerenza con il brand principale.
Positività: i nomi dovrebbero evocare sensazioni positive o associare il brand a valori e concetti desiderabili per il pubblico target. Questo può contribuire a creare un’associazione emotiva positiva con il brand.
E infine ultimo, ma non certo per importanza, la legalità: I nomi devono essere legalmente protetti e non devono violare i diritti di marchio di altri brand esistenti. È quindi fondamentale effettuare una ricerca esaustiva per garantire che il nome scelto sia disponibile e possa essere registrato senza problemi legali.
Il ruolo delle emozioni e della psicologia del naming
Un altro aspetto da tenere in considerazione, è che la scelta di un nome è intrinsecamente legata alla psicologia del proprio pubblico. Ogni nome evoca un insieme specifico di emozioni e associazioni: per esempio, nomi che utilizzano suoni morbidi come “m” o “l” possono evocare qualità come morbidezza o lusso (pensa a “L’Oréal” o “Miele”). Al contrario, nomi con consonanti plosive come “k” o “t” possono trasmettere un senso di energia o innovazione (come “Kodak” o “TikTok”). Incorporare questi principi nel processo di naming può aumentare significativamente l’attrattiva emotiva del tuo brand. Non sottovalutare il potere di un nome che tocca le corde giuste: può fare la differenza tra un cliente che si sente indifferente e uno che si sente immediatamente connesso al tuo marchio.
Alcuni naming sviluppati in trebarrasette®:
Calabro → Startup foodtech che unisce tradizione e innovazione per valorizzare i prodotti calabresi nel mondo
Edix → Multiservice company
Makāri → Ristorante contemporaneo di cucina nippo-mediterranea
Selflowe → Cosmetici e prodotti per il corpo sostenibili e biologici
Come scegliere il nome del tuo brand: consigli pratici
Step 0 – Partiamo dalle basi: l’importanza della ricerca e dell’analisi competitiva nel naming
È essenziale avere una chiara visione del proprio brand: chi siamo, cosa vogliamo comunicare e quale posizionamento intendiamo conquistare. Ma non basta. È importante condurre una approfondita ricerca di mercato e un’analisi dei competitor. In questo modo, non solo sarà possibile individuare i nomi già in uso, ma si potranno ottenere interessanti insight sul pubblico target e sui modi per catturare la sua attenzione.
Step 2 – il Brainstorming creativo
Nella fase iniziale del processo, organizzate sessioni di brainstorming di team e con un gruppo di stakeholder diversificato per generare idee, tante idee, moltissime idee.
Step 3 – I feedback del pubblico
Il processo di naming non è a porte chiuse, tutto il contrario. Pianifica la diffusione di sondaggi o focus group con potenziali clienti per ottenere feedback sui nomi proposti. Questo può darti una misura diretta della reazione emotiva e dell’impatto che hanno i nomi.
Step 4 – Verifica della Disponibilità
Assicurati che il nome scelto non sia già registrato o protetto da copyright. Usa database online di marchi registrati per evitare conflitti legali.
Step 5 – Test del Nome
Prima di finalizzare il nome, bisogna verificare il suo funzionamento in vari contesti, come la pubblicità, il dialogo, e in altre forme di linguaggio se il tuo marchio sarà internazionale. Questo aiuta a garantire che il nome sia adatto a tutti i mezzi di comunicazione previsti.
Step 6 – Considerazione Culturale
Se il tuo brand opererà a livello internazionale, verifica le implicazioni del nome in diverse lingue e culture per evitare malintesi o connotazioni negative.
Il processo di naming unisce creatività, strategia, ricerca e intuizione
e ha il potenziale di amplificare la percezione del brand e di esercitare un impatto significativo sul proprio pubblico di riferimento. Quando eseguito con attenzione e dedizione, non solo aiuta a distinguersi in un mercato affollato, ma crea anche un’impressione iniziale e duratura del tuo brand.
Alcuni miti da sfatare
Il nome deve essere corto e semplice: sebbene la brevità e la semplicità possano essere vantaggiose, non sono sempre essenziali. Alcuni brand di successo hanno nomi più lunghi e complessi che si distinguono proprio per la loro originalità.
Il nome deve descrivere esattamente ciò che l’azienda fa: anche se un nome descrittivo può essere utile, molti brand di successo hanno nomi astratti o inventati che sono diventati iconici nel tempo.
Il naming è solo una questione di creatività: come abbiamo visto, anche se la creatività è importante, il naming richiede anche una consistente componente di ricerca di mercato, valutazioni strategiche e considerazioni legali per garantire la riuscita del brand.
È meglio optare per un nome che piaccia a tutti: i feedback sono importanti, ma non è obbligatorio cercare un nome che piaccia a tutti. È più importante che il nome rispecchi il target di riferimento del brand e la sua identità unica.
È impossibile trovare un nome disponibile: sicuramente è un aspetto sfidante, quello di trovare un nome unico e disponibile, ma con un’adeguata ricerca e creatività è ancora possibile trovare soluzioni originali e legalmente valide.
Una volta scelto, il nome non può essere cambiato: cambiare il nome di un brand è complicato, non impossibile. A volte un rebranding può essere necessario per adattarsi ai cambiamenti del mercato o rinnovare l’immagine del brand, ed è la via più promettente per orientarsi verso il futuro.
Una questione “da grandi”: il naming non è adatto solo alle aziende grandi. Anche le piccole imprese e le startup possono (e devono!) beneficiare di un naming strategico per distinguersi.
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